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SEZIONE
I: Cosa dicono i regolamenti. Secondo
i regolamenti, lo studente segue ogni anno, per ognuna delle due
lingue che ha scelto,
Ognuno dei due corsi (il
modulo, le
esercitazioni) dà
luogo ad una prova finale, valida per un certo numero di
crediti. Complessivamente le due prove (più
l'eventuale credito ottenuto per lavori svolti nel Laboratorio
Linguistico) costituiscono “l'esame L-Lin/12 – Lingua
e Traduzione Inglese.” Bisogna superare la
prova sulle esercitazioni PRIMA di poter sostenere la prova sul
modulo.
Quali moduli
d'inglese dovreste seguire? Non ci possono essere dubbi: ce
ne uno solo stabilito per ogni anno per ogni categoria di
studente e bisogna seguire quello.
Ma per le
esercitazioni di lingua
inglese non è sempre chiaro quali corrispondano al tuo
livello effettivo in inglese. Tre esempi
illustreranno le problematiche.
Leila,
una matricola OCI (Operatori della Comunicazione Interculturale),
segue ufficialmente come prima lingua il cinese. La sua
seconda lingua è dunque quella europea da lei scelta,
ossia l'inglese. Quindi in teoria lei dovrebbe frequentare
le esercitazioni d'inglese “primo anno, seconda
lingua.”
Il problema è che lei ha studiato
inglese per otto anni a scuola. Perciò quando arriva
nell'aula delle esercitazioni “primo anno seconda lingua”
condotte dalla dott.ssa Prodromou, rimane di stucco: infatti,
l'aula è piena di principianti. Questo perché il
programma di lingue a Roma Tre prevede solo due percorsi:
un
percorso con molti crediti (in inglese americano si dice
“major”, a Roma Tre si dice “percorso
prima lingua”) in cui lo studente di norma
approfondisce la lingua che ha già studiato a
scuola,
e
un percorso con meno crediti (in inglese americano si dice
“minor”, a Roma Tre si dice “percorso
seconda lingua”), in cui lo studente studia di norma
una lingua nuova... da principiante.
Solo che, se Leila ha indicato
l'inglese come la sua minor o “seconda lingua”,
non è perché si tratta di una lingua nuova per lei,
ma perché secondo gli statuti il cinese deve essere la sua
prima lingua. Quindi ha dovuto indicare inglese come “seconda
lingua” per forza (a meno di non ottenere l'autorizzazione
di studiare due “prima lingue”, il che comporta però
il sacrificio di metà dei “crediti a scelta
libera”-- vedi una discussione sui vantaggi/svantaggi
qui).
Ora si trova in un corso di esercitazioni di livello troppo basso
per lei. Che fare?
L o
stesso problema è capitato a Lalla, un'altra
matricola ma questa volta in LL (Lingua e Linguistica). Lalla ha
studiato l'inglese benissimo a scuola (si è diplomata con
il massimo dei voti da un liceo linguistico e in più ha
soggiornato in Inghilterra per sei mesi). Pertanto lei ha
indicato l'inglese come prima lingua a Roma Tre e frequenta le
esercitazioni di “primo anno, prima lingua” con la
dott.ssa Maclaren. Il problema è che pure in questo
caso le esercitazioni risultano troppo facili, dato l'ottimo
livello in inglese che Lalla ha già raggiunto. Infatti, le
esercitazioni della dott.ssa Maclaren vengono tarate, all'inizio
dell'anno, sul livello medio degli studenti che escono
dalla scuola secondaria normale, ossia “A2” o “B1”.
Che fare?
I nfine
c'è il caso di Lello, uno studente LL del Primo
Anno che ha studiato l'inglese per anni a scuola e quindi, avendo
scelto inglese come prima lingua, si trova a seguire le
esercitazioni di inglese “primo anno, prima lingua”.
Solo che si trova male: non riesce a stare a galla.
Infatti a scuola egli non ha imparato quasi nulla (per via della
continua rotazione di supplenti, del laboratorio linguistico continuamente fuori uso, della
chiusura della scuola per terremoto al quarto anno e poi di una malattia prolungata l'ultimo anno). Per essere
coerente egli dovrebbe indicare l'inglese come “seconda
lingua” perché egli è quasi un principiante,
ma non lo può fare perché non ha studiato bene
nessun altra lingua da mettere come “prima lingua”.
In teoria, egli potrebbe fare come fanno gli
studenti OCI per l'arabo o il cinese – cioè mettere,
come “prima lingua”, una lingua mai affrontata prima
(il russo, ad esempio). Ma in tal caso Lello dovrebbe
studiare ancora più intensamente che per l'inglese e Lello
non può permetterselo: lavora part-time, fa il pendolare,
deve occuparsi dei fratellini e poi, la sera, soffre di forti cali di pressione.
Cosa possono fare questi tre studenti
d'inglese?
Per quanto riguarda le esercitazioni, la
soluzione è una sola per tutti e tre: seguire, dietro
consiglio degli esperti linguistici (o della coordinatrice
per il settore disciplinare L-Lin/12, la prof.ssa Nuccorini)
le esercitazioni che più corrispondono al proprio livello
effettivo. Occorre, cioè, trovare il corso più
adatto per ognuno di loro, non importa se le esercitazioni siano
di “prima” o “seconda lingua” e non
importa l'anno.
N.B. Va ribadito che stiamo parlando
delle esercitazioni con gli esperti linguistici. Per i moduli con
i “docenti ufficiali”, che riguardano temi che
sicuramente non vengono insegnati nella scuola secondaria e
nemmeno nei licei linguistici, lo studente è tenuto a
seguire il modulo previsto per il suo anno.
Al
momento dell'esame finale a giugno, non importa quali
esercitazioni lo studente abbia seguite, egli darà l'esame
previsto per il suo anno, per il suo curriculum (LL/OCI) e per il
suo percorso (major/minor).
Leila,
la matricola OCI che ha studiato l'inglese “mediamente”
per 8 anni a scuola, potrebbe dunque chiedere al suo esperto
linguistico “primo anno, seconda lingua” di seguire
le esercitazioni “primo anno, prima lingua”, anche se
rimane iscritta come studentesse di inglese “seconda
lingua”, frequenta il modulo “seconda lingua”
con il “docente ufficiale” (Patrick Boylan) e dà
l'esame “seconda lingua” alla fine dell'anno.
Se è bravissima in inglese come Lalla, allora Leila
potrebbe forse tentare di seguire con lei le esercitazioni
“secondo anno, prima lingua”. Ma attenzione:
Leila deve essere assolutamente sicura di non avere lacune
di base ancora da colmare, altrimenti all'esame i nodi verranno
al pettine. Come può fare Leila per
verificare che non ne ha e che è effettivamente al
“livello di entrata” per le esercitazioni “primo
anno prima lingua” (A2) o “secondo anno prima lingua”
(B1)? Ecco l'argomento della prossima sezione.
L alla
(quella che si è diplomata con il massimo dei voti da un
liceo linguistico e inoltre ha soggiornato per 6 mesi in
Inghilterra) non avrà problemi a seguire le esercitazioni
del II anno e poi dare l'esame del I anno (che per lei rimane
comunque obbligatorio). Siccome seguirà le esercitazioni
più idonee al suo livello reale, migliorerà il suo
inglese durante l'anno e quindi sarà ancora più
preparata per l'esame, che risulterà una passeggiata.
Invece, se lei dovesse decidere per pigrizia di seguire
le esercitazioni del I anno (abbandonandole poi dopo qualche
settimana, con ogni probabilità, in quanto troppo facili),
il suo livello d'inglese probabilmente deteriorerà
durante l'anno. Non avendo fatto nessuna esercitazione, all'esame
finale Lalla farà meno bene di quanto avrebbe fatto
se avesse dato l'esame all'inizio dell'anno!!
I nvece
Lello (lo studente “sfigato” che fa inglese
come “prima lingua” ma che sta parecchio indietro per
tutta una serie di cause) deve fare un doppio lavoro: seguire le
esercitazioni che corrispondono al suo livello reale, ossia
quelle per gli studenti “primo anno seconda lingua”,
almeno per il primo semestre. Nel contempo, deve fare tanti
esercizi supplementari (tutti i giorni) al laboratorio
linguistico – il suo esperto linguistico gli indicherà
quali. Anzi, deve fare addirittura un triplo lavoro:
seguire anche le esercitazioni “prima lingua”,
per quanto difficili. Se tutto va bene e se Lello fa una
sbornia d'inglese per l'intero primo semestre, egli potrebbe
essere al livello giusto per seguire soltanto le esercitazioni “prima
lingua” all'inizio del secondo semestre; cioè egli
potrebbe permettersi di abbandonare le esercitazioni “primo anno, seconda
lingua” (ma dopo aver parlato con i responsabili dei corsi,
per avere un loro parere). In
conclusione, non s'imparano le lingue senza frequentare i corsi,
sia i moduli, sia le esercitazioni. Chi non lo fa, anche
per validi motivi personali, rischia di non superare l'esame e in
ogni caso non migliorerà la propia conoscenza della lingua
in cui si laurea. Il tutto, dunque, è di trovare le
esercitazioni che più ti fanno crescere linguisticamente.
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